La senape letteraria

Senape

Sabato sono andato al Festivaletteratura – ormai diventato un appuntamento fisso – con Cristian. Siamo partiti da Milano alle 6.30 di mattina sul pulmino gratuito del festival e l’accompagnamento del prode Mattéo (che sono tre anni che è abbioccato e raffreddato… fare i fumenti di bicarbonato no?) e alle 9.30 stavamo facendo colazione in un grazioso baretto del centro di Mantova.

In tarda mattinata abbiamo incontrato la Federica con Umberto e la Grazia (nostra amica mantovana che col marito Claudio ci sopporta ogni anno) e ci siamo goduto l’atmosfera della città in festa. Prima di andare a casa di Grazia e Claudio per rinfrescarci prima della cena abbiamo dovuto fare un salto in farmacia a comprare la temutissima essenza di senape mantovana!!!

10-15 gocce sono essenziali per preparare una perfetta mostarda di frutta, ma la senape ha un preoccupante effetto collaterale: puzza tanto da stordire e ti fa lacrimare gli occhi neanche fosse una piantagione di cipolle tritate. La farmacista era un po’ in ansia e ci ha dato tutte le indicazioni per maneggiare la bottiglietta per evitare un’esplosione nucleare.

Arrivati a casa di Grazia e Claudio ci siamo preparati per imballare la senape: ci mancavano le tute da laboratorio di ingegneria genetica e i guanti per maneggiare i materiali radioattivi, ma l’ansia e l’attenzione era la stessa di un allunaggio in retromarcia!

Alla fine la bottiglietta era contenuta in: sacchetto di plastica della farmacia con nodo, due giri di carta stagnola, vasetto di vetro con tappo sigillato e imbottitura di scottex, secondo sacchetto con nodo, busta per spedizione con bolle d’aria sigillata con scritto sopra: “Pericolo senape – Booooooooom!!!!!!” e il disegno di un fungo nucleare.

Il viaggio di ritorno in pulmino – sempre con Mattéo abbioccato e raffreddato – si è svolto senza drammi. Se fosse uscita anche una sola goccia di senape avremmo dovuto evacuare il pullman e temo sarei arrivato a Milano scappando da 50 persone con le lacrime agli occhi che brandivano – invece che clave e forconi – libri voluminosi per colpirmi… dopo tutto eravamo al Festivaletteratura!

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