Miss Hong Kong

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Hong Kong The Peak

Ed eccomi qua dopo una decina di giorni nella città che mi ha temporaneamente adottato! Per prima cosa spiego da dove nasce il titolo del post: Miss Hong Kong.

Questa mattina mentre giravo per la città ero indeciso su cosa ascoltare, e ho pensato che il Miss Saigon fosse il musical geograficamente più vicino. A questo ci si aggiunge che miss in inglese vuole anche dire perdere, nel senso che se non visiti Hong Kong stai perdendo una città splendida.

Quando si è in trasferta si lavora sempre tanto, e il fuso orario non aiuta… per fortuna però ci sono i weekend che mi stanno permettendo di godermi qualche ora da turista.

Il venerdì sera è la serata perfetta per chi ama uscire e divertirsi. Settimana scorsa io e alcuni colleghi abbiamo cenato a SOHO in un ristorante italiano appena aperto. Facendo due chiacchiere con uno dei proprietari si scopre che la realtà commerciale della città è sempre in movimento. Negozi e ristoranti aprono e chiudono continuamente, segno che a qualcuno va bene, ad altri va male ma l’economia gira.

Ho mangiato un’ottima pasta all’arrabbiata con aggiunta di anduja che la rendeva piccante al punto giusto. Dopo cena siamo scesi da SOHO a Lan Kwai Fong incontrando sempre più persone nei locali e per le strade. L’atmosfera ricorda quella londinese, un continuo movimento di persone che bevono qualcosa in un pub e si spostano in quello successivo per continuare ad incontrare amici.

In alcuni punti non si riesce quasi a camminare tante solo le persone per strada e il tutto diventa una gigantesca discoteca visto il volume assordante della musica che esce da alcuni locali. Noi abbiamo preferito spostarci a Wan Chai dove abbiamo preso un paio di birre al Dusk Till Dawn un pub in stile inglese con musica dal vivo.

Il complessino asiatico cantava tutti successi commerciali americani. Erano anche bravini ma cosa più curiosa era il microfono del cantante: microfono in stile anni ’50 con illuminazione verde acida pugno in un occhio!

Il sabato successivo sono stato al Peak. Si tratta di una construzione sulle colline alle spalle di Hong Kong. Per raggiungerlo si prende un tram (una sorta di funicolare) che è attiva dall’800. Appena arrivati ci si ritrova nel mezzo di un trionfo di cineserie allucinanti. Pensate a tutta la finta giada che potete immaginare e mescolatela ai gatti che muovono la zampa (che portano soldi) ed avrete un’idea della prima accoglienza.

Il resto della struttura è un insieme di negozi di varia natura ma io li ho saltati tutti per andare direttamente alla terrazza panoramica. La vista è spettacolare! Si vedono tutti i palazzi di Hong Kong Central e i nuovi grattacieli di Kowloon. Sembra veramente un frattale di cemento, acciaio e vetro. Le costruzioni sono tutte vicine le une alle altre e fanno a gara per chi svetta ma la sensazione non è spiacevole è veramente come quella di un frattale che più lo guardi e più scopri parti nascoste.

Hong Kong Bubba Gump Shrimp

Per pranzo siamo stati da Bubba Gump Shrimp! Il posto è carinissimo e sembra davvero di essere nel film. Tutto quanto ho lo stile giusto e i nomi azzeccati. Per fermare il cameriere c’è una targa che dice Stop Forrest Stop, se invece non serve niente c’è quella con la scritta Run Forrest Run. Ovviamente abbiamo fatto il pieno di gamberi!

Dopo un’altra settimana di lavoro sabato mi sono svegliato e pioveva… non volendo rinunciare alla giornata ho preso la metropolitana e sono andato all’Hong Kong Space Museum. La struttura è molto particolare con una gigantesca sfera che ospita il planetario.

Hong Kong Space MuseumIl museo costa solo 1o HKD (praticamente un euro) e non è molto grande. Le spiegazioni dei vari fenomeni fisici legati all’esplorazione spaziale vengono fatte con modelli interattivi. Non stiamo parlando di niente di troppo tecnologico ma comunque diverte toccare tutto e vedere cosa succede.

Con una trentina di dollari sono anche andato a vedere uno spettacolo nel planetario. Speravo ci fossero delle presentazioni scientifiche ma in pratica la scelta era tra quattro filmati divulgativi proiettati su tutta la cupola. Quello più comodo per il mio orario era uno dedicato ai tornado. Alla fine è stato interessante anche se si vedono cose migliori d’estate a Superquark.

La pioggia è aumentata e sono rientrato in appartamento dopo un veloce salto al supermercato.

Hong Kong Museum of History

Domenica il tempo sembrava essersi rimesso così mi sono messo d’accordo con i miei amici Cristina e Mattia di fare un giro assieme. Mentre andavo a prenderli è tornato il diluvio universale così mi sono spostato al Hong Kong Museum of History.

Il museo è molto interessante e decisamente più curato di quello visto il giorno prima. Le otto sezioni accompagnano il visitatore lungo tutta la storia dell’isola e dei dintorni. Si parte da 400 milioni di anni fa fino ad arrivare al 1997. Le varie sezioni sono accompagnate da diorami e ricostruzioni di case e pezzi di villaggi/città.

Questo pezzo di terra ha una densità storica unica. E’ stato parte della Cina per poi passare all’Impero Britannico che lo ha reso un punto di riferimento per l’Asia e per tutto il mondo. Ha poi sofferto la dominazione giapponese durante la seconda guerra mondiale e gioito della successiva liberazione.

Con un accordo firmato nel 1984 a mezzanotte del 30 Giugno del 1997 Hong Kong è tornata a fare parte della Repubblica Popolare Cinese mantenendo però la propria moneta, le prioprie leggi e un’indipendenza finanziaria.

Dal museo ho preso lo Star Ferry che in 10 minuti ti porta di nuovo sull’isola di Hong Kong. Il tempo sembrave essersi rimesso così, recuperati gli altri due, ci siamo spostati sulla penisola di Stanley.

Per arrivare basta prendere un normalissimo autobus di linea. Immaginate però un double-decker londinese che si arrampica lungo le strette e ripide strade delle colline dell’isola e avrete un’idea del viaggio che vi aspetta!

Stanley è una zona molto ricca dove si respira un’aria di paese marittimo di villeggiatura. Le vie più strette sono dedicate al mercato, dove si trova di tutto a prezzi ragionevoli (bisogna sempre contrattare, però). In pochi minuti si arriva al lungomare, dove famiglie con bambini e cani passeggiano e si godono una domenica pomeriggio di svago.

Stanley Temple

Abbiamo mangiato un ottimo fish&chips lungo la passeggiata e visitato due templi, uno più piccolo a picco sul mare e uno più grande nella piazza del paese. L’ingresso del templi ha spesso una sorta di gradino stretto da superare, perfetto per inciampare entrando. La tradizione vuole che questo impedimento venga messo per impedire al diavolo di entrare, perché il diavolo non ha ginocchia e non riesce a piegare le gambe per superare l’ostacolo.

Hong Kong Coconut

Prima di prendere l’autobus per tornare in città abbiamo preso una noce di cocco da un baracchino. A differenza delle nostre sono molto più grandi e più giovani. Con una cannuccia bevi direttamente l’acqua che la riempie completamente (non è ancora densa da definirsi latte) e con un cucchiaio raschi l’interno recuperando la polpa bianca che è ancora sottile e morbida. Perfetta se viene sete a un po’ fame!

Come scrissi nel mio precedente post dedicato a Hong Kong mi diverte appuntarmi le cose curiose che noto. Eccone due nuove:

1 – I cinesi amano la schiuma. Saponi liquidi per le mani, saponi liquidi per il corpo e anche saponi per lavare i piatti fanno tantissima schiuma, rischia di strabordare dal lavandino! Probabilmente tanta schiuma è per loro sinonimo di pulizia. Ogni volta che mi lavo le mani la schiuma rimane per mezzora nel lavandino, forse una notte mi attaccherà come la schiuma assassina in Spazio 1999.

2 – Le cinesi effettivamente ruttano! L’altro giorno ero in ufficio con tre ragazzine cinesi che continuavano a digerire rumorosamente come delle camioniste. A me veniva troppo da ridere!!!

Stavo dimenticando il Panda Gigante! In settimana sono andato a vederlo, è troppo pacioso!!!

Hong Kong Giant Panda

Comments

  1. Silvia

    Adoro le cinesi ruttone :)! per altro immagino siano tutte carine, precisine e bamboline e poi BBBUUUUURRRRP!!! ahah
    un bacio e divertiti