Musical Hunks

Alcune settimane fa ho fatto un salto a Londra per lavoro e ne ho approfittato per andare a teatro, e dove sennò! Per questa trasferta ho deciso un menu misto con primo piatto di manzi greci e secondo di giovinotti arabi: Mamma Mia! e poi Aladdin.

Avevo già visto Mamma Mia! almeno quattro volte ma è uno spettacolo che adoro perché permette di staccare completamente il cervello godendosi la musica degli Abba. La storia è sciocca ma all’ennesima visione mi sono reso conto di quanti temi importanti tocchi e proprio grazie alla musica.

Gli Abba sono stati un gruppo di incredibile successo che ha scritto canzoni per tantissimi anni. I loro brani riescono a raccontare la freschezza della giovinezza ma anche le difficoltà quando si diventa grandi. Se il primo atto è incentrato su Sophie, l’imminente matrimonio e la ricerca del padre, il secondo atto è più maturo e si focalizza sulla madre e questi tre uomini che fanno i conti con i ricordi e tirano le somme della loro esistenza.

Si ride tanto, ci si emoziona e si segue la vicenda fino a quando non si è sopraffatti da un’ondata di musica, energia e lycra nei saluti finali.

Non sarebbe però Mamma Mia! senza un’importante dose di manzi mezzi nudi. Tra gli abitanti del villaggio e gli amici di Sky si passa da un pettorale fulgido a interessanti chiappe in stretti speedo. Come al solito la scena viene rubata da Pepper (Damian Buhagiar) il personaggio più disinibito ed esibizionista. Nella scena Does Your Mother Know mostra a tutti le sue capacità e alla fine dell’addio al celibato un costumino aderente ne mostra ancora della altre. In questa produzione è il prototipo perfetto di manlet: piccolino ma sodo.

Interessante anche l’amico Eddie (Nye Rees) nonostante il suo personaggi mostri un po’ meno le proprie grazie.

Appena il tempo di riprendermi dall’emozione greca che mi sono ritrovato tra le sabbie del deserto di Agrabah per Disney’s Aladdin. Non avevo grandissime aspettative per questo titolo, avevo più che altro voglia di una serata magica come solo la Disney può regalare. Alla fine mi sono trovato davanti ad uno spettacolo in parte diverso da quello che mi aspettavo ma non per questo non interessante.

L’approccio produttivo è stato differente da quanto fatto – ad esempio – nel Lion King. La scenografia è meno d’impatto e hanno eliminato tutti i personaggi non umani così da non dover gestire complicati animatronics o costumi tecnologicamente avanzati. Abu viene sostituito da tre amici ladri mentre Jago diventa un piccolo ometto antipatico.

Tolti questi elementi bisogna puntare su qualcosa di più per non far perdere magia allo spettacolo. Da una parte abbiamo delle spassose e dinamiche scene corali, dall’altra il pazzesco Trevor Dion Nicholas nel ruolo del Genio. Appena lo spettacolo sembra afflosciarsi un po’ entriamo nella caverna delle meraviglie e restiamo a bocca aperta. La scena Friend Like Me merita da sola il prezzo del biglietto con minuti e minuti di sorprese, trucchi e scherzi perfettamente comandati dal rocambolesco (e sudatissimo) Genio.

Il resto dello spettacolo scorre senza intoppi ma anche senza picchi, la scena finale viene riassunta ai minimi termini e… vissero tutti felici e contenti. Uno spettacolo da vedere se non si hanno altre priorità, sicuri comunque di passare due ore spassose e a tratti commoventi.

Maaaaaaa i manzi? Nonostante Marc e Fausto di Feast of Fun avessero anticipato qualcosa non credevo ce ne sarebbero stati così tanti! E’ lo spettacolo perfetto per chi cerca uomini muscolosi con un po’ di pelo che cantino e ballino fino a svenire. Per quanto Matthew Croke nel ruolo di Aladdin sia caruccio, la scena viene sicuramente rubata da Daniel De Bourg e il suo sexy Kassim. Vedere per credere:

Ovviamente non è l’unico ragazzotto interessante. C’é anche un certo Travis Kerry che fa parte dell’ensemble ed è l’understudy di Kassim. L’ho notato nelle prime scene perché ha degli addominali sui quali si può giocare a scacchi!

Abbiamo anche una foto bonus! Ecco Travis durante il Pride di Londra con altri performer del musical.

Il mio mito è la signora in mezzo alla foto che sta riprendendo il sedere ai quattro bononi: furbona!

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