Fiaccolata GLBT

Fiaccolata LGBT

Giovedì scorso a Milano è stata organizzata una fiaccolata, sul modello di quelle romane, per protestare contro le aggressioni ai danni di persone omosessuali.

Il tutto è partito con un tam tam via Facebook con giorno, ora e luogo di incontro. Le regole erano molto semplici: bisognava portare una candela e bandiere rainbow senza alcun simbolo politico o associazionistico. In pratica nessuna bandiera o riferimenti al CIG, Arcigay nazionale, ecc. ecc. Nonostante quest’ultima indicazione piuttosto limitante, abbiamo deciso di partecipare non come volontari, ma come ragazzi gay.

La sera della fiaccolata l’appuntamento era per le 21.00 in Piazza Oberdan. Io sono, stranamente, arrivato con un certo anticipo e inizialmente la situazione era desolante: qualche persona, una decina di bandierine e una generale disorganizzazione. Fortunatamente i manifestanti continuavano ad aumentare portando candele e portacandele di ogni tipo: dai lumini per i cimiteri ai moccoli protetti da fini lavori al limite del decoupage.

Verso le 21.30 abbiamo cominciato a muoverci spontaneamente e lì ho avuto una sorpresa: non solo eravamo aumentati di numero, ma eravamo diventati veramente tanti! Il fiume di gente con le loro candele ha invaso Corso Venezia fino ad arrivare a San Babila il tutto in un silenzio rotto solo dal chiacchiericcio diffuso.

Arrivati in San Babila la disorganizzazione si è rifatta vedere: nessuno sapeva cosa fare. Spegnere le candele? Tornare a casa? Aspettare un segnale di qualche tipo? Alla fine la folla si è lentamente sparpagliata dichiarando conclusa la prima fiaccolata “spontanea” di Milano.

Personalmente ho trovato la serata molto interessante. Il potere di Facebook nel riunire circa 2000 persone è stato impressionante. Alla fine anche Aurelio Mancuso e Paolo Ferigo hanno partecipato, il che è stata una fortuna perché i pochi giornalisti presenti hanno intervistato loro. Anche Vladimir Luxuria ha partecipato, ma non essendoci stato alcun “dibattito” finale è passata piuttosto nell’ombra.

Queste manifestazioni simil-spontanee sono molto belle ma non si può rinunciare ad un’organizzazione più precisa e, soprattutto, ad un lavoro di ufficio stampa. Senza uscite su giornali e telegiornali è come se non avessimo fatto nulla. Inoltre non è possibile che ci sia sempre un litigio tra associazioni e “autonomi”… siamo 4 gatti in un paese indifferente, a quando la fine di tutte queste guerre tra poveri?

Fiaccolata 2

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