Sing Sing

Dopo qualche mese stanziale (quasi) a Milano eccomi di nuovo in giro per il mondo. Questa volta sono tornato in Asia ma in una città per me completamente nuova: Singapore!

Prima di iniziare il resoconto ecco cosa ho scovato (grazie ad una dritta di un amico) per salutare tutti quanti il giorno della partenza:

Non è una cosa terribilmente trash??? Ma come diavolo nascevano certe canzoni???

Dopo 6 + 7 ore di viaggio (Milano – Dubai e Dubai – Singapore) sono arrivato fresco come una rosa (si fa per dire) a destinazione. Il passaggio all’immigrazione è stato praticamente inesistente e dopo aver recuperato il bagaglio sono montato su un taxi per raggiungere l’hotel.

Il guidatore era in fase chiacchierina e mi ha raccontato come funziona il sistema per poter prendere un’auto. Per prima cosa bisogna ottenere una sorta di documento che costa moltissimo e che viene rilasciato ad un numero limitato di persone. Recuperato il documento è possibile acquistare una macchina ed usarla. Il documento scade dopo 10 anni e rifarlo costa almeno quanto lo si era pagato inizialmente. Anche i tassisti devono seguire questa regola, così come i guidatori degli autobus pubblici. L’argomento successivo sono stati i costi delle case che anche qua sono altissimi. Trattandosi di un’isola non è che abbiano molto spazio per allargarsi.

Lungo la strada ho potuto toccare con mano il grandissimo livello di cura che caratterizza questa città-stato asiatica. Le strade sono costeggiate da giardini ed alberi curatissimi e si respira un’aria di ordine e tranquillità. Arrivato in hotel (ci vuole neanche mezz’ora) ho fatto check-in e mi sono rinfrescato prima di andare in ufficio.

Funama City Hotel Singapore

A Room with a View

Dopo la giornata di lavoro ne ho approfittato per fare due passi nella zona chiamata Chinatown. Può sembrare strano trovare un nome come questo a Singapore ma solo perché si tende a considerare tutti gli asiatici o cinesi o giapponesi. Questa zona è stata effettivamente popolata in prevalenza da cinesi che arrivavano da Hong Kong e che negli anni hanno vissuto i problemi ticipi dell’immigrazione. Ho scoperto tutto questo visitando il Chinatown Heritage Centre che si trova in Pagoda Street. Si tratta di un piccolo museo dove hanno ricostruito gli ambienti e i modi di vivere nella Chinatown degli ultimi secoli. Sono stato molto fortunato perché ho beccato l’ultimo giorno di apertura gratuita prima di un importante intervento di ristrutturazione che terrà il museo chiuso per alcuni mesi.

Pagoda Street e le vie limitrofi sono piene di piccoli negozietti che vendono principalmente cianfrusaglie per turisti. Anche qua tutto è in ordine, le case ben tenute e colorate, piccole lanterne sono appese lungo il cammino e non c’è la ressa tipica dei mercatini di Hong Kong. E’ un mix a cui non ero abituato. Per me l’Asia è sempre stata affascinante ma incasinata mentre qua trovo forse meno fascino ma molta tranquillità.

Pagoda Street Singapore

La settimana di lavoro è passata senza tanti accadimenti interessanti a parte una sera che ho assaggiato il temibile frutto chiamato Durian. Si tratta di un frutto con una buccia spessa e coriacea che viene adorato da molte persone del luogo ma assolutamente detestanto da tutti gli altri. Ha un odore pestilenziale tanto che il trasporto è vietato sui mezzi pubblici.

Singapore MRT No Durians Sign

Con questi presupposti non potevo non provarlo!!! Una sera sono quindi uscito coi colleghi e ne abbiamo comprato uno da mangiare tutti assieme. Devo dire che il mio senso dell’odorato non è tra i più raffinati e quindi l’odore non mi ha dato molto fastidio. Quando viene aperto il durian mostra dei blocchi di polpa giallognola che sembrano degli enormi vermi ciccioni… non proprio la visione che più appaga i palati. La polpa è piuttosto morbida, un po’ scivolosa e all’interno ha dei noccioli molto grandi.

Durian Singapore

Era arrivato il momento di assaggiarlo così ho mandato giù un po’ di questa polpa. L’unico modo che ho di descrivere il sapore è una mix tra cipolla, philadelphia (anche per la consistenza) e melone molto maturo. Ho finito il mio pezzo senza troppa difficoltà ma ho evitato di prenderne ancora, avevo paura che il sapore disgustoso arrivasse a posteriori. Dopo averlo mangiato le dita puzzano quasi senza via d’uscita, ma no imparato un piccolo trucco. Bisogna prendere un pezzo di buccia di durian, lasciare scorrere l’acqua del rubinetto lungo la scorza esterna e lavarsi le mani con quell’acqua. Effettivamente le mie dita non puzzavano più, miracolo?

Eating Durian Singapore

Oltre ad essere un frutto molto strano è anche molto costoso. Viene venduto a peso e il frutto intero è molto pesante. Per darvi un’idea quello che abbiamo mangiato è costato quasi 30€! A distanza di qualche giorno posso dire che il durian non mi ha ucciso e credo che la sua disgustosità sia un po’ esagerata.

Per arrivare ad altre esperienze interessanti dobbiamo arrivare a venerdì sera, quando è finalmente iniziato il weekend. Prima di partire avevo guardato un po’ su internet e avevo scoperto che a Singapore c’è una via con alcuni locali gay. In praticolare il Tantric Bar è consigliato come prima visita e il venerdì sembra sia pieno di stranieri. Il sito diceva anche di andare verso le 19:00-20:00 per poter trovare posto.

Uscito da lavono sono passato in albergo a rinfrescarmi e poi ho passeggiato fino all’indirizzo che avevo trovato su internet. Lungo la strada sono passato accanto ad un grande tempio indiano molto appariscente nell’aspetto ed ad un secondo tempio buddista con delle curiose statue all’ingresso.

Sri Mariamman Temple Singapore

Buddhist Temple Singapore

Buddhist Demon

Poco più avanti ho trovato la mia destinazione e sono entrato nel cortire del bar. All’interno c’erano una decina di persone ma era tutto spento, molto triste. Avevo fatto appena a tempo a fare un ulteriore passo quando una checchetta asiatica mi ha detto in modo seccato che il locale era ancora chiuso. Mi sono quindi avvicinato ancora di un passo per chiedere a che ora avrebbe aperto e lui mi ha di nuovo detto in modo ancora più infastidito che il locale era chiuso! Ho fatto quindi la mia domanda, ho scoperto che avrebbe aperto mezz’ora più tardi e me ne sono andato. Va bene tutto ma la scortesia proprio non la posso accettare in una situazione di questo tipo. Ho passeggiato ancora un po’ trovando altri locali gay anch’essi chiusi o molto poco frequenatati e poi me ne sono tornato in albergo.

La mattina dopo avevo appuntamento con il mio collega Andrew per fare un giro della città. A differenza di Hong Kong qua è normale girare in auto e c’é anche una Congestion Charge se si entra in centro. Il prezzo dell’accesso varia a seconda del giorno della settimana e dell’ora. Per pagare l’ingresso si può usare una sorta di Telepass che è anche integrato con tutti i parcheggi coperti della città. Il sistema è veramente molto comodo ed evita tutto il giro di prendere il biglietto e pagare alle casse automatiche prima di uscire. Per i parcheggi per strada c’è un sistema di foglietti pre-acquistabili simili ai nostri grattini.

La nostra prima tappa è stata il Sim Lim Square un centro commerciale di 5 piani tutto dedicato all’elettronica. Il concetto è simile al Computer Centre di Hong Kong dove tantissimi piccoli negozi vendono prodotti anche simili e la concorrenza è spietata. A Singapore lo spazio è sicuramente maggiore e i negozi oltre ad essere più grandi sono anche un po’ più curati. All’ingresso è possibile leggere una lista (aggiornata mensilmente) dei negozi che hanno avuto maggiori lamentele. I primi 5 sono segnati in rosso in una mappa ed è espressamente sconsigliato acquistare lì. Praticamente se sei un cattivo commerciante rischi di chiudere, mi sembra una cosa geniale visto che qua si commercia anche in prodotti usati o vengono fatte riparazioni.

Per pranzo siamo andati per quartiere Little India il cui nome descrive perfettamente quello che si trova. Pur essendo Singapore la confusione che aleggia nel quartiere è più simile all’India! La gente attraversa la strada in mezzo al traffico senza fare attenzione e i colori sono vivi, accesi con persone che portano sul viso il classico colore rosso delle cerimonie religiose.

Abbiamo pranzato in un ristorante chiamato Muthu’s Curry ed era veramente molto buono! Le porzioni sono abbondanti e molto saporite. Ne siamo usciti belli pieni e soddisfatti. Dopo pranzo Andrew mi ha lasciato in una zona centrale della città dalla quale avrei proseguito per conto mio.

Ho fatto una bella passeggiata lungo il fiume fino ad arrivare al famosissimo Marina Bay Sands, il gigantesco hotel formato da tre torri e una sorta di struttra a forma di barca appoggiata sopra. Tutta la struttura è impressionante e l’interno dell’hotel bellissimo anche se un po’ kitch. Per darvi l’idea c’é anche una piccola piscina navigabile con delle imbarcazioni affittabili… un po’ come le gondole a motore al Venetian di Las Vegas.

Marina Bay Sands Singapore

Boats Marina Bay Sands

Superato l’hotel si può raggiungere la meta della mia camminata: il giardino botanico Gardens by the Bay. E’ una spazio gigantesco visitabile quasi tutto gratuitamente. Al centro ci sono degli enormi alberi artificiali dove crescono delle piante rampicanti. Il colpo d’occhio è veramente impressionante.

Gardens by the Bay Super Tree Grove

Pur essendo un giardino botanico i percorsi interni sono tutti su cemento ma non risultano opprimenti e rendono la visita molto facile sia a passeggini che a sedie a rotelle. A metà del giro si arriva a due strutture coperte dove è richiesto il biglietto per entrare. Su suggerimento di Cristina e Mattia (veri e propri Trip Advisors dell’Asia) sono entrato in entrambi.

Baobabs Flower Dome

Il primo si chiama Flower Dome ed è un percorso attraverso piante e fiori di diversi climi. Fa impressione passare dall’Australia al Mediterraneo in pochi passi ma è un ottimo modo per rendersi conto della straordinaria bio diversità della flora. Il clima all’interno del Flower Dome è costante in una fresca primavera. In questo modo gli alberi e le piante mostrano il meglio di se.

Alla fine del percorso si raggiunge un’area un po’ trash con moltissimi fiori ma anche animali costruiti con fiori. Come se l’occhio non fosse abbastanza colpito sono stati aggiunti dei serpenti e enormi orsi di peluches… mah!

Flower Dome Singapore

Flower Dome Singapore

La seconda struttura è chiamata Cloud Forest ed è sicuramente la più affascinante delle due. All’interno c’è una grandissima montagna artificiale completamente coperta da vegetazione. Una cascata cade dall’alto della montagna rendendo l’aria carica di una fresca umidità piacevole dopo il caldo dell’esterno.

E’ possibile salire fino in cima alla montagna e poi riscendere lungo camminamenti sopraelevati. All’interno della montagna ci sono poi aree tematiche dedicate alle caverne e alla protezione dell’ecosistema.

Waterfall Cloud Forest

Cloud Forest

Viste le due strutture ho proseguito lungo il percorso all’aperto per poi prendere la metropolitana per tornare in hotel. Come giorno è stato molto pieno e il clima un po’ uggioso mi ha permesso di non sciogliermi lungo la strada.

Domenica mattina ne ho approfittato per andare a vedere una fontana molto turistica che mi ero perso il giorno prima. Due linee di metropolitana mi hanno portato al Merlion Park dove si trova la statua del Merlion. Il Leone è il simbolo della città ma per ricordare che in origine su questa isola c’era un villaggio di pescatori lo si rappresenta in forma di mezzo leone e mezzo pesce. Non è brutto, per carità, è solo che è veramente e profondamente turistico e fine a se stesso.

Merlion Singapore

Fatte le foto di rito ho ripreso a camminare lungo il Singapore River e la Boat Quay. Questa zona è molto carina, piena di piccoli locali e ristoranti che si affacciano lungo il fiume. Ci voglio assolutamente tornare una sera, ho già addocchiato un paio di pub inglesi molto interessanti!

Boat Quay Singapore

Nel pomeriggio mi ha raggiunto la mia collega Carol per un po’ di ulteriore vita da turista. Prima tappa è stata la ruota panoramica Singapore Flyer situata non lontano dal Marina Bay Sands. Grazie a qualche contatto personale siamo riusciti ad avere una cabina solo per noi!!! Devo dire che senza bambini urlanti e senza persone che si accalcano per fare le foto l’esperienza è molto più soddisfacente.

Singapore Flyer

Il giro dura circa 30 minuti e permette di godersi al meglio il Gardens by the Bay e tutta la parte di Marina Bay. Per godersi la città dall’alto è sicuramente un’ottima scelta con o senza cabina privata. Finito il giro ci siamo spostati al centro commerciale Suntec poco lontano. Si tratta di una struttura molto grande composta da 5 torri posizionate come se fossero le cinque dita della mano sinistra. Al centro c’è una fontana e secondo le regole del Feng Shui tutto questo dovrebbe portare fortuna.

Da questo centro commerciale partono i Duck Tours della città. Si tratta di percorsi di un’ora su mezzi anfibi che ti permettono quindi di vedere la città sia dall’aqua che sulla terra. In attesa dell’inizio del nostro tour ne ho approfittato per fare un po’ di shopping: ho comprato qualche maglietta da Giordano, un negozio dal nome italiano che in realtà è di Hong Kong.

Duck Tour

Finalmente è arrivato il momento dell’inizio del Duck Tour! Non è la prima volta che mi capita di fare questo tipo di tour, ho già avuto un’esperienze a Liverpool tantissimi anni fa e mi era piaciuto da matti. In Inghilterra le persone che ti raccontavano quello che si vedeva e l’autista erano fuori di testa e ci hanno fatto morire da ridere. Qua a Singapore la cosa era molto più standard e la tizia che ci faceva da guida sembrava una macchinetta pre-registrata! Non lo definirei un tour imperdibile ma poter vedere dall’acqua Marina Bay è molto affascinante.

Anche per questa giornata è tutto. La sera me ne sono stato bello tranquillo a riposare in hotel.

Ed eccomi a raccontare la mattina successiva. Il 6 Ottobre è festa a Singapore e io mi sono potuto godere almeno mezza giornata libera. Faceva molto caldo e l’aria era molto umida ma siccome è quasi impossibile avere un giorno veramente sereno ho deciso di vedere la città dall’alto da un altro punto di vista.

Ho preso quindi la metropolitana e sono tornato al Marina Bay Sands per salire sulla barca in cima alla struttura. I clienti dell’albergo possono godersi la vista (e la piscina) quando vogliono mentre noi comuni mortali ci dobbiamo accontentare del ponte di osservazione chiamato Skypark.

Dal 56° piano si ha una bellissima vista di tutta Downtown, del Flyer e del Merlion Park. Il biglietto costa 23 Dollari di Singapore (circa 15 Euro) e secondo me non vale realmente la spesa. Si riescono a fare delle belle foto ma c’é quasi sempre umidità dell’aria e quindi risultano un po’ nebbiose. Sono comunque voluto andare per poter dire di essere stato in cima al Marina Bay Sands!

Skypark Marina Bay Sands

Per concludere la giornata la sera sono tornato al Gardens by the Bay per vedere lo spettacolo di luci e suoni che viene fatto tutte le sere alle 19:45 e 20:45. Lo spettacolo si svolge illuminando i Super Tree a ritmo di musica. Chiaramente è una cosa per turisti ma mi sento di consigliarla caldamente. Tutta quella zona la sera è tranquillissima con le illuminazioni minime per vedere dove si va e nient’altro. A fine giornata è il modo migliore per rilassarsi e fermarsi almeno per i 15 minuti dello spettacolo.

Light Show Gardens by the Bay

Di nuovo impegnato nella settimana lavorativa ho esplorato molto poco ma durante una pausa pranzo i miei colleghi mi hanno portato a visitare il tempio buddista dove ero passato una sera alcuni giorni fa.

Il tempio è molto grande e pieno di scoperte. Per prima cosa è alto ben 4 piani con in più il tetto calpestabile. Il pian terreno è occupato da due sale, una principale molto appariscente e una secondaria: più intima ma comunque ricca di decorazioni. I templi buddisti hanno tre porte di accesso ma quella centrale si usa solo in occasioni particolari o se le altre due porte sono inutilizzabili. Si entra sempre dalla porta a destra e si esce da quella a sinistra. Dalla porta a destra si entra col piede destro, mentre da quella sinistra con piede sinistro. Facile no?

Buddhist Temple

I piani superiori del tempio sono dedicati ad un museo che racconta la storia di Buddha e i suoi insegnamenti. Ci sono molti reperti e rappresentazioni artistiche molto belle ma il mio collega mi ha portato subito nella parte più importante di tutto il museo che si trova al 3° piano.

In una stanza – dove non è possibile fare fotografie – ci sono le reliquie di Buddha. A vederle sembrano dei pezzi di vetro dalla forma sferica di colori e dimensioni diverse. Secondo la tradizione queste reliquie sono dei resti indistruttibili che possono rimanere dopo la cremazione del corpo di un credente. La zona del corpo che ha generato le reliquie viene indicata nelle teche che le contengono.

Secondo il credo buddista tutti gli uomini possono diventare Buddha se si comportano in modo corretto nelle varie vite. Le reliquie del primo Buddha sono conservate in India mentre quelle in questo tempio sono reliquie di Buddha successivi, se mi passate il termine e la semplificazione. In fondo questo concetto non è diverso dalle reliquie dei santi della chiesa cattolica. Parti del corpo di persone che hanno dimostrato la loro fede vengono venerate in diverse parti del mondo.

Dalla sala delle reliquie siamo saliti sul tetto dove si trova un angolo di vera pace che consiglio a tutti. Più che su un tetto sembra di essere in un giardino con al centro una piccola struttura con un cilindro per pregare. Attorno alla struttura ci sono tantissime piante e il perimetro è chiuso da una parete di legno rossa che allontana il caos della città.

Per pregare si deve far girare il cilindro di 360° accompagnandolo lungo il giro. Sul cilindro sono scritte le preghiere e l’atto di farlo girare equivale al dirle. Basta fare un giro completo per leggere tutta la preghiera.

Roof Temple

Detto questo il mio racconto del viaggio è praticamente finito. Singapore è una città moderna, molto ordinata con alcune cose bellissime da visitare (Gardens by the Bay su tutte) ma che a mio parere non ha una vera e propria anima. Sicuramente è più pulita di Hong Kong ma risulta quasi fasulla, come se fosse un parco divertimenti per adulti in viaggio per lavoro.

Tutto negativo? Sicuramente no ma la consiglierei come tappa di non più di tre giorni sulla strada di qualche altra meta asiatica. Ho trovato un aspetto scioccone sicuramente migliore che a Hong Kong: gli uomini. Sembra impossibile ma è possibile incontrare dei ragazzi asiatici con dei fisici mica male! I giovani tendono a curarsi e ad andare in palestra e di tanto in tanto si incontra qualche giovinotto veramente degno di nota.

Non dimentichiamo poi i turisti. Soprattutto a Chinatown ci sono dei gruppetti di manzi americani e australiani che visti tutti assieme ti fanno mancare il fiato. Non credo che Singapore sia una meta di turismo sessuale ma quei ragazzi danno quell’idea: giovani di bell’aspetto pieni di ormoni che cercano facili soddisfazioni sessuali. Non escludo che anche per loro Singapore sia solo una tappa ma in ogni caso sono veramente un bel vedere.

Chiudo questo post sottolineando due aspetti curiosi:
– sulle scale mobili si deve tenere la sinistra… le origini di certe abitudini mi sembrano più strane della guida a destra!
– se su un tavolino di un bar trovate dei fazzoletti di carta sigillati non sono una gentilezza del proprietario per evitare di sporcarvi da un modo per dire “il tavolo è occupato, siamo semplicemente andati ad ordinare.” Fate attenzione!

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