Beauty and the Beast

Con una settimana di ritardo sono riuscito ad andare a vedere Beauty and the Beast l’ultimo colossale live action di casa Disney.

Questi remake in carne e ossa stanno diventando sempre più popolari e – dimenticata la nostalgia per gli originali – non sono per niente male. Questo Beauty and the Beast era atteso da tempo e fortunatamente non delude.

La storia è quella che conosciamo con però alcuni elementi aggiuntivi che correggono delle piccole inesattezze dell’originale del ’91. Le scenografie sono spettacolari così come i costumi e certamente il cast è di altissimo livello.

Spoilers

Emma Watson ci regala una Belle più femminista rendendo la protagonista una figura ancor più da imitare in questo nostro complesso periodo storico. Altro personaggio che è diventato qualcosa di più rispetto all’originale è LeFou interpretato dal bravissimo Josh Gad.Il suo ruolo acquista di spessore mostrandoci un percorso interiore raccontabile grazie al suo coming out come uomo gay. Senza questo elemento non potremmo capire a fondo il suo rapporto con Gaston né il suo cambio di posizione alla fine del film. La sua omosessualità non è fondamentale ma viene resa con intelligenza ed è un passo importante per la Disney.

Luke Evans (bono come il pane) è un perfetto Gaston. Purtroppo il personaggio non gli permette di volare alto ma comunque assieme a Josh Gad ci regala il miglior numero musical della pellicola: nella scena del pub il loro passato sul palcoscenico si vede e si sente.

Valutare gli altri attori è più difficile perché dovrei sentirli in lingua originale non mostrandosi quasi mai in carne ed ossa. Certo che i nomi da soli sono impressionanti: Ewan McGregor, Audra McDonaldStanley TucciEmma Thompson e Ian McKellen.

Credo che gli abitanti del castello un po’ abbiano perso nel passare dall’animazione alla computer grafica. Credo sia una questione di nostalgia ma risultano quasi troppo veri. La storia aggiornata ci dice che hanno subito anche loro la maledizione perché non hanno dato abbastanza il buon esempio al principe dopo la morte della madre. A differenza della Bestia quando la maledizione viene spezzata non sembrano però realmente cambiati, chissà forse per quello ci vorrà ancora un po’ di tempo.

E la Bestia? Questa volta è interpretato da Dan Stevens, un attore inglese dagli splendidi occhi di ghiaccio. E’ il mio personaggio preferito perché ci si rispecchia facilmente nelle sue molte sfaccettature. E’ un ragazzo viziato, egoista e cattivo. Ma è anche un giovane che ha perso la madre ed è stato cresciuto da un padre autoritario. Credo che il suo punto di svolta sia quando smette di dare la colpa agli altri e prende coscienza delle proprie emozioni.

Così come nel film di animazione devo dire che al Bestia è molto meglio da animale che da uomo. Quell’aspetto mostruoso misto agli occhi profondi e gentili è irresistibile!

Un’ultima frase va dedicata a Kevin Kline nel ruolo di Maurice. Anche a lui è stato dato un passato più tridimensionale e ne giova moltissimo.

Parliamo ancora un attimo degli elementi aggiunti alla storia. Uno fondamentale è che la maledizione ha colpito anche tutto il paese cancellando ogni ricordo del principe e del castello. Effettivamente ha senso, com’é possibile che nessuno si domandi che fino ha fatto il nobile locale?

Altro aspetto è che la maga che lancia la maledizione si nasconde nel villaggio durante tutta la vicenda. E’ una figura schiva e silenziosa che sembra tenere d’occhio tutti. Quando il castello viene attaccato è presente anche lei ed è proprio il suo potere a far rinascere la rosa e a trasformare la Bestia. Il tempo era però scaduto, come mai abbiamo un lieto fine?

Ho avuto l’impressione che la ricerca della redenzione abbia coinvolto la Bestia, i servitori, il villaggio e la maga stessa. Forse si è resa conto di aver lanciato un incantesimo troppo duro, una punizione talmente crudele che non lasciava spazio ad una via d’uscita. Resasi conto dell’amore tra Belle e la Bestia, ma anche tra padre e figlia, ha trovato la speranza anche nel suo cuore e ha regalato a tutti il meritato lieto fine.

Alan Menken è tornato ed ha arricchito la partitura musicale del film con tre nuove canzoni. Quella che mi ha strappato più di una lacrima è Evermore cantata dalla Bestia. Solo sentendola mi aveva colpito ma assieme alle immagini del film cresce ancora di più!

Secondo me è un film da non prendere. Forse appena troppo lungo ma emozionantissimo, un perfetto live action che aggiunge elementi rimanendo fedele all’originale.

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